Procedimento d’ingiunzione (decreto ingiuntivo): cos’è, costi e tempi

Novembre 30, 2020 By admin

Il decreto ingiuntivo o procedimento d’ingiunzione o ancora, ingiunzione di pagamento (o consegna) è un provvedimento giudiziario a tutela dei diritti del creditore, che in questo modo ha la possibilità di recuperare un credito nei confronti del debitore, senza dover attendere i tempi più lunghi del giudizio ordinario. 

Con il credito ingiuntivo, infatti, Il giudice competente, su richiesta del creditore, ingiunge all’altra parte di adempiere un’obbligazione, entro 40 giorni dalla notifica. Nello stesso termine, il debitore può contestare il decreto ingiuntivo con un atto di citazione in opposizione. In mancanza di opposizione si procederà all’esecuzione forzata

Quando si può richiedere il decreto ingiuntivo

Qualunque soggetto, persona fisica o giuridica, può ricorrere al procedimento d’ingiunzione. Per presentare un ricorso tuttavia, è necessario che sussistano determinati requisiti (indicati dall’art. 633 c.p.c.). 

È possibile ottenere un decreto ingiuntivo, infatti, solo quando il ricorrente è titolare di un diritto di credito, che abbia per oggetto una somma di denaro liquida ed esigibile (che riguarda un credito scaduto) o una determinata quantità di cose fungibili o la consegna di una cosa mobile determinata. Sono esclusi quindi, i crediti per il rilascio di cose immobili, i crediti di fare e non fare e i crediti aventi ad oggetto una quantità indeterminata di denaro o di cose fungibili. Sono ammessi invece i crediti di lavoro, i crediti derivanti dal contratto di locazione, il pagamento degli onorari dei professionisti e gli oneri condominiali.

Sono beni fungibili i beni che possono essere sostituiti con altri dello stesso genere, ciò che conta è la quantità. Sono beni fungibili il denaro, i prodotti agricoli (es. olio e grano), i combustibili, ecc. 

Oltre ai beni in senso stretto, si può chiedere anche la consegna di una cosa mobile determinata, cioè di un oggetto prestato, affidato in custodia per breve tempo, dato in leasing, ma anche la consegna di documenti.

Infine, perché il giudice competente pronunci l’ingiunzione di pagamento, il ricorrente deve avere una prova scritta del credito vantato (art. 633 c. 1 n. 1 c.p.c.). Sono prove scritte idonee le polizze, le promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi, anche se mancanti dei requisiti prescritti dal Codice Civile, e gli estratti autentici delle scritture contabili per i crediti di somministrazione di merci, denaro e servizi resi da imprenditori commerciali.

Chi emette il decreto ingiuntivo

Come stabilito dall’art. 637 c.p.c., al primo comma: “per l’ingiunzione è competente il Giudice di Pace o, in composizione monocratica, il tribunale che sarebbe competente per la domanda proposta in via ordinaria”. Per quanto riguarda i crediti previsti, secondo il comma 2 dell’art. 637 c.p.c., la competenza è anche dell’ufficio giudiziario che ha deciso la causa alla quale il credito si riferisce. Anche gli avvocati e i notai possono proporre domanda d’ingiunzione contro i propri clienti al giudice competente per valore del luogo ove ha sede il consiglio dell’Ordine al cui albo sono iscritti o al consiglio notarile dal quale dipendono.

Decreto ingiuntivo, tempi

I tempi per ottenere l’emissione di un decreto ingiuntivo sono piuttosto veloci, da pochi giorni a una o due settimane dal momento in cui è stato depositato il ricorso e la documentazione a supporto dell’istanza. I tempi però potrebbero essere più lunghi se il debitore si oppone.